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Mobili antichi dello Shanxi: l'eleganza della lacca cinese
Armadi

Mobili antichi dello Shanxi: l'eleganza della lacca cinese

Florio Marco Zivieri

I mobili dello Shanxi rappresentano il vertice dell'ebanisteria cinese. Eleganti, raffinati, con lacche che dopo secoli mantengono ancora la loro lucidità originale: sono pezzi che raccontano una storia di maestria artigianale e di committenti esigenti. Se stai cercando un mobile cinese antico che unisca bellezza e qualità costruttiva, lo Shanxi è la provenienza da considerare. Ma cosa rende questi mobili così speciali? E come riconoscerli? Scopriamolo insieme. Lo Shanxi: terra di mercanti e artigiani Lo Shanxi (山西, "a ovest delle montagne") è una regione della Cina settentrionale, situata sull'altopiano del Loess. Il clima secco di questa zona si è rivelato ideale per la lavorazione e l'essiccazione della lacca, una tecnica che richiede condizioni ambientali precise. Ma il vero motore della produzione di mobili pregiati fu economico: i banchieri dello Shanxi, conosciuti come 晋商 (Jìnshāng), finanziavano gli artigiani locali e commissionavano pezzi di altissima qualità per le loro residenze. Tra il XVIII e il XIX secolo, lo Shanxi ospitava il sistema bancario più sofisticato della Cina imperiale. Le famiglie di banchieri di Pingyao, Taigu e Qixian gestivano una rete di rimesse che copriva l'intero impero, e la loro ricchezza si traduceva in committenze prestigiose per gli artigiani locali. La vicinanza a Pechino portò un'ulteriore influenza: lo stile imperiale della capitale si mescolava con le tradizioni locali, creando mobili che univano raffinatezza di corte e solidità provinciale. Le caratteristiche distintive dei mobili Shanxi La lacca: nera, rossa, perfetta I mobili dello Shanxi sono celebri per le loro lacche, prevalentemente in rosso o nero, decorate con motivi in oro o ocra. A differenza di altre regioni, le lacche antiche dello Shanxi mantengono una lucidità e uno splendore straordinari anche dopo secoli. La lacca cinese (大漆, dàqī) è una resina naturale estratta dall'albero Toxicodendron vernicifluum. La sua lavorazione è complessa: ogni strato deve essere applicato sottilissimo e lasciato essiccare in ambiente umido per giorni prima di applicare il successivo. Un mobile di qualità poteva richiedere venti o trenta strati di lacca e mesi di lavorazione. Il risultato è una superficie incredibilmente resistente, impermeabile e brillante. Il rosso dello Shanxi era ottenuto aggiungendo cinabro (solfuro di mercurio) alla lacca base, un pigmento costoso che conferiva al colore una profondità impossibile da replicare con tecniche moderne. Il nero, più sobrio, era spesso riservato a mobili destinati a studi e biblioteche. I decori: farfalle, paesaggi e geometrie I mobili dello Shanxi presentano una decorazione ricca ma mai eccessiva. I temi più frequenti includono: Farfalle (蝴蝶, húdié): simbolo di trasformazione e felicità coniugale, spesso presenti su mobili destinati a camere nuziali Paesaggi shan shui (山水): montagne e acque, rappresentazione dell'armonia tra uomo e natura Reticoli geometrici: simbolo di ordine e prosperità Peonie (牡丹, mǔdān): fiore della ricchezza e dell'onore La decorazione in oro era realizzata con la tecnica del "miaojin" (描金): polvere d'oro mescolata a lacca trasparente veniva applicata con pennelli finissimi, spesso di pelo di topo, per ottenere linee sottilissime. Gli artigiani più abili riuscivano a creare sfumature e volumi impressionanti con questa tecnica. I legni Le montagne Taihang, al confine orientale dello Shanxi, fornivano legname abbondante e di qualità. Il legno più utilizzato era l'olmo cinese, resistente con calde venature che emergono nelle parti non laccate. L'olmo dello Shanxi (Ulmus macrocarpa) era particolarmente pregiato per la sua resistenza ai tarli e la stabilità dimensionale. I tronchi venivano stagionati per anni prima della lavorazione. Per i mobili più prestigiosi si utilizzava talvolta il legno di giuggiolo (枣木, zǎomù), durissimo e dalle venature intense, o il legno di pero selvatico. Tipologie di mobili Shanxi Armadi laccati Gli armadi cinesi dello Shanxi sono tra i più eleganti della tradizione cinese. Con il loro sviluppo verticale imponente e le decorazioni raffinate in oro su fondo laccato rosso o nero, trasformano qualsiasi ambiente. La struttura è sempre costruita ad incastro, senza chiodi e colle, con cerniere e serrature in ottone che diventano elementi decorativi. Gli armadi dello Shanxi si distinguono per le proporzioni armoniose: l'altezza è tipicamente il doppio della larghezza, con un rapporto che i cinesi consideravano ideale. Le ante presentano spesso una leggera bombatura, segno di legno antico che ha "respirato" nei secoli. Credenze e altari Le credenze dello Shanxi, laccate in rosso con decori raffinati, erano destinate alle residenze di funzionari e mercanti. Gli altari domestici, con il caratteristico piano aggettante, erano il cuore spirituale della casa. L'altare dello Shanxi si riconosce per la qualità della lacca e per i decori che spesso includevano i caratteri 福 (fú, fortuna) e 寿 (shòu, longevità) stilizzati nei motivi geometrici. Sedie da dignitario Le sedie dello Shanxi, in particolare le "guanmaoyi" (官帽椅, sedie a cappello da funzionario), erano prodotte per le residenze dei banchieri e dei funzionari. La seduta ampia, lo schienale dritto e i braccioli curvi creavano una postura eretta e dignitosa. La lacca nera con decori in oro era la finitura più comune per questi pezzi. Come riconoscere un autentico mobile Shanxi L'autenticità è fondamentale quando si acquista un mobile antico. Ecco alcuni elementi da osservare. La lacca La lacca antica dello Shanxi ha una profondità e una luminosità inconfondibili. Con il tempo, la lacca sviluppa una rete sottilissima di crepe superficiali chiamata "craquelure", simile a quella dei dipinti antichi. Queste crepe seguono il movimento naturale del legno e non devono essere confuse con screpolature da essiccazione forzata, che sono più profonde e irregolari. I decori I decori originali mostrano piccole imperfezioni tipiche del lavoro manuale: linee leggermente irregolari, variazioni di spessore dell'oro, piccole asimmetrie. Le decorazioni moderne, spesso realizzate con stencil o stampe, sono troppo uniformi. Osservate i dettagli con una lente: nei pezzi autentici vedrete le singole pennellate. La costruzione Nel nostro processo di restauro osserviamo sempre la struttura interna. I mobili dello Shanxi autentici presentano: Costruzione ad incastro visibile Retro e interno grezzi o con finitura diversa dal fronte Usura concentrata nei punti di uso frequente (maniglie, bordi inferiori) Segni di attrezzi manuali: le superfici interne mostrano tracce di pialla e scalpello, non di macchine La patina La patina del tempo è un valore, non un difetto. Un mobile Shanxi di duecento anni avrà segni d'uso, piccole riparazioni d'epoca, variazioni di colore. Diffidate dei pezzi "troppo perfetti": spesso sono restauri invasivi o, peggio, riproduzioni. Shanxi vs altre regioni: un confronto Caratteristica Shanxi Zhejiang Fujian Stile Elegante, raffinato Leggero, dipinto Elaborato, intagliato Lacca Nera/rossa con oro Meno comune Presente ma diversa Decorazione Pittura su lacca Formelle dipinte Intagli profondi Legno Olmo, pero Legni dolci Vari Committenti Banchieri, funzionari Mercanti Emigranti Lo Shanxi si distingue per l'equilibrio: mai eccessivo come il Fujian, mai troppo leggero come lo Zhejiang. È lo stile della ricchezza discreta, della qualità senza ostentazione. Dove collocare un mobile Shanxi oggi I mobili dello Shanxi, con la loro eleganza sobria, si inseriscono perfettamente in ambienti contemporanei. Un armadio laccato rosso diventa il punto focale di un soggiorno minimal. Una credenza nera con decori in oro aggiunge profondità a una sala da pranzo moderna. Il rosso dello Shanxi dialoga magnificamente con il bianco, il grigio e i toni neutri dell'architettura contemporanea. Il nero con oro si abbina a metalli opachi come ottone brunito e ferro battuto. Evitate di accostare questi mobili a superfici troppo lucide o a colori saturi che competerebbero con la ricchezza della lacca. Un investimento nel tempo I mobili dello Shanxi non sono solo belli: sono costruiti per durare. La qualità delle lacche, la solidità della costruzione ad incastro, la nobiltà dei materiali li rendono pezzi che attraversano i secoli mantenendo il loro valore. Il mercato dell'antiquariato cinese ha visto una crescita costante negli ultimi decenni, con i pezzi dello Shanxi particolarmente apprezzati dai collezionisti. Ma al di là del valore economico, possedere un mobile Shanxi significa avere in casa un frammento di storia, un oggetto che porta con sé secoli di cultura e maestria artigianale.

Per saperne di più
Mobili etnici in case moderne: come abbinarli con stile

Mobili etnici in case moderne: come abbinarli con stile

Mobili etnici in case moderne: come creare abbinamenti di carattere I mobili etnici orientali in una casa moderna funzionano? La risposta è sì, e funzionano sorprendentemente bene. Il segreto sta nel contrasto: un armadio cinese laccato rosso contro una parete bianca, una madia mongola dai colori vivi accanto a un divano minimal. Sono accostamenti che creano profondità, raccontano una storia e trasformano ambienti anonimi in spazi con personalità. Se stai pensando di inserire un mobile orientale antico nella tua casa contemporanea, sei nel posto giusto. Vediamo insieme come farlo con equilibrio e stile. Perché il contrasto funziona L'arredamento moderno tende alla neutralità: linee pulite, colori sobri, superfici lisce. È un'estetica elegante, ma può risultare fredda. Un mobile etnico porta esattamente ciò che manca: calore, storia, matericità. Un armadio cinese antico con le sue lacche rosse e i decori in oro diventa il punto focale di una stanza. Non compete con il design contemporaneo, lo completa. È come aggiungere una voce profonda a un coro di note alte: crea armonia attraverso la differenza. Il principio è semplice: più l'ambiente è neutro, più il mobile etnico risalta. E viceversa, più il mobile è decorato, più l'ambiente circostante dovrebbe essere sobrio. Quali mobili orientali scegliere Non tutti i mobili etnici hanno lo stesso impatto in un contesto moderno. Ecco le tipologie che funzionano meglio. Armadi e Wedding Cabinet Gli armadi cinesi, specialmente quelli dello Shanxi in lacca rossa o nera, sono perfetti per ambienti minimal. Il loro sviluppo verticale li rende scenografici senza occupare troppo spazio a terra. I wedding cabinet, con il caratteristico medaglione circolare, diventano veri protagonisti in una camera da letto contemporanea o in un ingresso spazioso. Credenze e Madie Le credenze e madie orientali sono forse i mobili più versatili. Basse e profonde, si adattano a mille usi: mobile TV in soggiorno, buffet in sala da pranzo, consolle in ingresso. Le madie mongole, con i loro pannelli riccamente dipinti e i colori vivi, portano energia in ambienti troppo sobri. Le credenze tibetane, con i loro decori simbolici, aggiungono un tocco di spiritualità. Bauli I bauli antichi sono oggetti dal fascino irresistibile perché più di tutti suggeriscono l'idea di viaggio e di scoperta. In una casa moderna diventano tavolini da caffè, panche all'ingresso o elementi decorativi in camera da letto. I bauli cinesi in canfora, profumatissimi, aggiungono anche una dimensione olfattiva all'ambiente. Come abbinare: regole pratiche Il Principio del Singolare In un ambiente moderno, un solo mobile etnico ha più impatto di tre. Scegli il pezzo giusto e lascia che sia lui il protagonista. Troppi elementi orientali in una stanza contemporanea rischiano di creare confusione stilistica. I Colori che funzionano I mobili cinesi in lacca rossa si abbinano magnificamente a: Pareti bianche o grigio chiaro (contrasto massimo) Pavimenti in legno chiaro o cemento Divani in tessuti naturali (lino, cotone grezzo) Metalli opachi (ottone brunito, ferro nero) Le madie mongole dai colori vivi funzionano bene con: Ambienti neutri che ne esaltano la vivacità Tessili a tinta unita Piante verdi che riprendono i toni naturali Le credenze tibetane policrome si inseriscono perfettamente in: Spazi luminosi con luce naturale Ambienti con materiali grezzi (pietra, legno, cemento) Stanze dalla palette tenue Materiali Contemporanei che Dialogano I mobili etnici antichi dialogano naturalmente con: Vetro: trasparente, non compete Metallo opaco: richiama la ferramenta originale Cemento e resina: contrasto di texture interessante Legno chiaro: crea continuità senza competizione Evita invece: Superfici troppo lucide o specchiate Plastiche colorate Tessuti sintetici dall'aspetto artificiale Gli Errori da Evitare Troppo Etnico L'errore più comune è esagerare. Una stanza con armadio cinese, credenza tibetana, tappeto persiano e lampada marocchina non è eclettica, è caotica. Scegli una cultura, un pezzo significativo, e lascia respirare lo spazio. Il Contesto Sbagliato Un mobile orientale antico merita rispetto. Non relegarlo in un angolo buio o in una stanza di passaggio. Posizionalo dove possa essere visto e apprezzato, con la giusta illuminazione e lo spazio per respirare. Ignorare le Proporzioni Gli armadi cinesi sono imponenti. Prima di acquistare, misura non solo lo spazio disponibile ma anche l'altezza dei soffitti. Un armadio di due metri in una stanza con soffitti bassi risulterà opprimente invece che elegante. La patina del tempo: un valore, non un difetto Quando scegli un mobile etnico per una casa moderna, non cercare la perfezione. La patina del tempo, le piccole imperfezioni, i segni d'uso sono parte del fascino. Nel nostro processo di restauro conserviamo queste tracce di storia perché sono esattamente ciò che rende ogni pezzo unico. Un mobile antico perfettamente restaurato "a nuovo" perde la sua anima. È proprio quel contrasto tra la superficie vissuta del legno antico e le linee pure dell'arredamento contemporaneo a creare magia. Da dove iniziare Se non hai mai inserito mobili etnici in casa tua, inizia con un pezzo di dimensioni contenute: una piccola credenza, un baule, un comodino. Osserva come cambia l'energia della stanza. Probabilmente ti sorprenderà quanto un singolo elemento possa trasformare uno spazio. E se ti innamori del risultato, come succede spesso, potrai sempre aggiungere altri pezzi nel tempo, costruendo un ambiente che racconta la tua storia e i tuoi viaggi, veri o immaginari.

Mobili Antichi per il Bagno: Idee e Soluzioni Originali

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Scopri come arredare il bagno con mobili antichi orientali. Credenze, consolle e madie cinesi trasformate in mobili bagno unici e funzionali.

Vendita mobili etnici on line oppure in negozio?

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Meglio acquistare un mobile etnico on line o in in negozio?

Credenze, madie e buffet: quali sono le differenze?

Credenze, madie e buffet: quali sono le differenze?

Ti sei mai chiesto quale sia la differenza tra madia, credenza o buffet? Se sei arrivato fin qui, significa che il dubbio è venuto anche a te e che vuoi approfondire la questione.Si tratta di mobili da sala da pranzo o da cucina, anche se - a onor del vero - nelle case moderne figlie dell’open space trovano spazio anche nel salotto, pur sempre nella zona pranzo. Ma sono davvero la stessa cosa e si può usare indifferentemente l’uno o l’altro termine? Facciamo un salto nel passato e cerchiamo di scoprirne di più sul loro conto. Ti va? Cosa è la madia? La madia appartiene all’antica tradizione dell’arredamento di campagna, su questo mobile di forma rettangolare ci si impastava il pane. Di norma, il ripiano superiore si sollevava per poter accedere al vano entro cui si conservava il pane che restava morbido per alcuni giorni.Ma la madia non è scomparsa dalle nostre case. Con il passare del tempo la madia si è trasformata, diventando un mobile contenitore. Oggi trova posto nella zona pranzo del soggiorno. E in terra Orientale?La madia mongola e la madia cinese del Ganzu sono un chiaro esempio di come questo mobile sia appartenuto a molte tradizioni che comunque si rifanno alla cultura contadina. Con lo scorrere dei secoli anche nella madia orientale si assiste alla progressiva trasformazione del pannello frontale in anta diventando a tutti gli effetti un mobile buffet (vedi più avanti perché ho usato questo termine), pur mantenendo quella linea grossolana tipica del contenitore di cereali arricchito da decori delicati e discreti. Cosa è la credenza? La credenza non è la madia, perché pur essendo un mobile da cucina in esso ci si conservano le stoviglie. Nata intorno al ‘600 in Emilia-Romagna originariamente era un mobile basso e lungo che veniva collocato solitamente nella sala dei banchetti per esporre tutti i cibi nei loro piatti di portata durante i pranzi offerti dalle famiglie nobili ai loro illustri ospiti. Oggi quasi tutti abbiamo una credenza a casa; questo antico mobile viene utilizzato per arredare la zona giorno: in cucina come dispensa, in sala da pranzo come madia, in soggiorno per esporre la cristalleria.Un esempio di credenza orientale? Le credenze cinesi a pannelli decorati del Ganzu, la cui struttura è in lacca rossa o mattone e le ante sono in colore ocra raffiguranti nature morte o suggestivi paesaggi; oppure le credenze cinese dello Shanxi in lacca rossa o nera con decoro oro. Cosa è il mobile buffet? E infine tocca a lui, il mobile buffet. Il buffet non è altro che una credenza… ma francese! Il nome gli fu dato in piena età Barocca dal cuoco di Francesco I, Pierre Buffet. Il mobile era usato per esporre o conservare cibi o vivande, esattamente come la credenza. Se vuoi arricchire la tua casa con un tocco davvero particolare puoi scegliere un buffet cinese in lacca che si adatta, grazie alla sua grande funzionalità, ad ogni ambiente, che sia esso un soggiorno tradizionale o un moderno open space.Alcuni esempi di mobili-buffet orientali? I buffet cinesi in lacca monocromatica, rossa ma anche blu; i buffet orientali del Dongbei con delicati decori geometrici o floreali. Insomma, questi tre mobili hanno molto in comune ma hanno tre identità ben distinte e i loro nomi ne sono la prova! E tu quale preferisci e dove vorresti metterlo?

Mobili Shabby, Mobili Etnici | Latitudini Mobili

Mobili Shabby, Mobili Etnici | Latitudini Mobili

Vanno sempre più di moda i mobili shabby, o in stile shabby chic. Per questo sono sempre più ricercati i mobili orientali antichi che sono autenticamente e intrinsecamente shabby, secondo il significato letterale! Qual è il significato di stile shabby, qual è un arredamento shabby chic? Il significato del termine shabby in lingua inglese, che è stato introdotto dagli interior designers ma che ormai è diventato d’uso comune, è “trasandato”, “malandato”. Il qual vocabolo genera un ossimoro quando si combina con chic, col significato complessivo di “trasandato elegante”. Ma come può un vocabolo dall’accezione apparentemente così negativa essere diventato uno stile di vita prima ancora che di arredo? Bisogna porre però alcune precisazioni. I mobili shabby sono innanzitutto mobili antichi o comunque vecchi, vissuti, che recano nel legno massello della loro struttura tutti i segni del tempo; mobili che presentano dei decori che col tempo si sono sbiaditi e sono ormai magari solo memoria delle vivacità cromatiche dei tempi migliori; mobili che portano il sapore e il calore della vetustà; mobili che riescono a raccontare una storia. Ecco dunque che un arredamento shabby è tutt’altro che un arredo sciatto, ma è piuttosto la scelta di circondarsi con mobili e oggetti la cui presenza trasmetta sensazioni di un vissuto positivo. Ecco dunque che i segni d’usura e il fatto che il mobile “sia rovinato” diventano degli elementi di pregio. Questo, almeno, nel significato più vero! Certamente, come spesso succede quando uno stile va di moda, la deriva commerciale dello stile è dietro l’angolo: basta che un mobile sia sgarrupato, o peggio ancora che sia sbiancato o color pastello, che lo si spaccia per arredo shabby! Fioriscono così produzioni artigianali o semi-industriali di mobili finti shabby, magari neanche in legno massello, giusto per cogliere la tendenza! Alcuni fra gli arredi etnici antichi, soprattutto quelli provenienti dalla Mongolia e da alcune zone della Cina, sono autenticamente shabby. Lo sono perché presentano dei decori che si sono consunti col tempo, e ora il decoro pittorico è solo un’eco lontana che comunque riempie la casa e il cuore di sensazioni. Lo sono perché la struttura, sempre in legno massello presenta imperfezioni che valorizzano la consistenza dell’essenza. Lo sono perché le lacune cromatiche e la patina del tempo ispirano viaggi a ritroso nel tempo. Lo sono per la loro capacità di evocare. Latitudini Mobili, che reperisce mobili e complementi d’arredo dai rigattieri in Oriente, è molto attenta nel restauro. Vogliamo infatti che il mobile conservi sempre la sua patina e i suoi segni di usura: il restauro serve soprattutto al consolidamento strutturale; serve soprattutto a “fissare” il mobile con quello stato di conservazione al quale lo troviamo, e a impedire che il mobile possa deteriorarsi nel tempo.

Latitudini Mobili, il più storico importatore di mobili antichi etnici

Latitudini Mobili, il più storico importatore di mobili antichi etnici

Dall’Oriente con passione e competenza per le vostre case… (Articolo con intervista pubblicato sul Corriere della Sera) Certamente la differenza nei confronti di tanti altri negozi analoghi, sulla scia del successo delle cose esotiche, l’hanno fatta e la fanno l’esperienza e la passione con la quale Simona Falcone, architetto e restauratrice, il marito Florio Zivieri e Walter Bergamaschi, loro collaboratore, si sono “buttati” nella vendita di mobili da Cina, Mongolia, Tibet e Giappone… - Mi spiega come avete cominciato? "Quasi venti anni fa - racconta Florio - mia moglie ed io abbiamo fatto un viaggio a Bruxelles. E qui, il "colpo di fulmine", in un negozio che vendeva mobili cinesi… Ci sono subito sembrati bellissimi… - Erano quelli decorati? “No, i monocolore rossi, in lacca… Ci sono piaciuti immediatamente. Così abbiamo pensato di acquistarne più di uno, almeno una decina, per distribuire su più pezzi il costo del trasporto.E da lì è nata la nostra attività, sull’onda della passione, stregati noi stessi da quella tipologia d’arredo… Anch’io ho deciso quindi di dedicarmici, lasciando la mia precedente attività… E dopo qualche anno abbiamo spostato la nostra attività a Cernusco sul Naviglio, prima in una palazzina, ora in un nuovo grande outlet che ci consente di esporre, in circa 1400 mq su due piani, i pezzi via via in arrivo, scelti direttamente da noi ‘sul campo’ e importati tramite container: oggi ne abbiamo importati diverse centinaia! - Dopo così tanto tempo avrete i vostri fornitori ‘diretti’: perché non fate capo direttamente a loro, per la scelta dei mobili? “Senta… E’ vero che oggi, con il computer e internet, è possibile fare tutto da qui… Ma, mi creda, niente è equiparabile alla visita ‘di persona’, magari spingendosi anche nelle campagne dell’interno, con la luce che viene va, e senza i servizi igienici…A differenza di tanti altri compratori, che vanno a Shanghai o a Pechino, e si rivolgono direttamente ad antiquari e rigattieri di città, scegliendo e comprando credenze e tavolini anche in fotografia, noi preferiamo fare magari qualche chilometro in più, per battere gli altri collezionisti europei sulla scelta… Acquistiamo raramente da foto. Potrei quantificare i nostri acquisti da foto nell’ordine del 3% sull’intero container… La quasi totalità è dunque tutta ‘scovata sul campo’.Del resto la scelta è decisamente migliore, avventurandosi nell’interno di regioni come il Fujan, lo Shanxi o il Ganzu”. - Ma dopo tanti anni di ricerca, si trovano ancora pezzi validi? “Beh! Certo una volta era più facile scovarne di belli a costi vantaggiosi. Oggi capita più di rado. Si riescono comunque ancora a reperire pezzi interessanti.. - Quanti container ‘organizzate’ nel giro di un anno? “Una decina circa… Con maggiore frequenza in autunno e in primavera, meno negli altri periodi”. - Quanti mobili può contenere un container? “All’incirca tra 250 e 280… Fra mobili e più piccoli complementi d'arredo, beninteso - In che condizioni sono i pezzi trovati? “In molti casi abbisognano di un primo intervento di restauro in loco. Ormai conosciamo bravi restauratori locali, che rispettano i mobili, sanando le situazioni più serie, aggiungendo in molti casi la metalleria – cerniere, ganci, chiavistelli, ecc, - che durante gli anni della Rivoluzione di Mao era stata sottratta per forgiarne utensili metallici di varia natura. In ogni caso non ‘camuffiamo’ mai le ‘lacune’ dei nostri mobili, perché vogliamo che si ‘distinguano’ dalle parti originali; quando occorre viene eseguita, oltre alla pulizia, una lucidatura a cera, con eventuale sostituzione di lacche rovinate...In certi casi il restauro viene poi perfezionato qui in Italia, da restauratori di fiducia, magari anche sulla base di richieste formulate dal cliente, in ragione dell’utilizzo che ha in mente”. - Che tipo di mobili proponete? “Ce n’è per tutti i gusti, le tasche e la clientela… Da noi viene il privato e l’arredatore, il negoziante di cose orientali e il semplice appassionato. Certo ci vuole una ‘sensibilità’ particolare per scegliere i mobili orientali, una ‘apertura’ culturale oltre che di gusto, che non è da tutti.La scelta è davvero ampia: si va dalle credenze di vario stile alle cassapanche, dagli altarini ai cofanetti, fino ai tavolini, ai pannelli in legno dipinto e alle cornici intagliate. Gli armadi cinesi, comunque, continuano a fare la parte da leone!Alcuni pezzi sono antichi, di grande valore, altri più recenti, ma più pratici e ‘utilizzabili’. Molti colpiscono per la purezza delle linee, la finezza dei disegni, l’estetica quasi ‘minimalista’; provengono da regioni diverse, per cultura e tradizioni: lo Shanxi, con i suoi mobili finemente decorati; lo Zhejiang e il Fujian, con pezzi dai raffinati intagli; ma anche da Mongolia (deliziose le madie mongole variopinte!) e Tibet (splendide le credenze in lacca policroma!). - I costi? “Variano molto, ma sono sempre assai vantaggiosi… Per le credenze si va dai 500 euro fino ai 2500, mentre per i tavolini dai 300 ai 1000 euro. Comunque la cosa migliore per orientarsi nella scelta - lo consigliamo sempre - è di venire qui da noi di persona, con le misure esatte dello spazio a disposizione. Sapremo indirizzare noi il cliente, una volta compresi i suoi gusti. In negozio i pezzi sono spesso accostati e talvolta anche sovrapposti, per praticità. Infatti, vede, io e Walter non potremmo mai accoglierli in giacca e cravatta, perché il nostro lavoro è un continuo sollevare e spostare credenze e tavolini, cassapanche e armadi, per consentire alle persone di apprezzarli da ogni punto di vista. Florio mi mostra sul suo pc gli scatti che testimoniano vari momenti dei loro avventurosi viaggi: si vedono magazzini di rigattieri e bambini vestiti di stracci che giocano felici… E lui e Simona distrutti verso la fine della giornata di “ricerche”, che tornano in albergo per trovare un po’ di sollievo alla fatica… Ogni anno, almeno quattro viaggi in Cina ce li facciamo sempre… Non possiamo farne a meno, se vogliamo continuare a essere competitivi in questo settore. Soprattutto visti i tempi che corrono, con la crisi in atto e l'esigenza di quantità e di prezzi sempre competitivi. Per noi, al primo posto, c’è comunque sempre la qualità e l’autenticità dei pezzi, e il loro fascino di ‘pezzi unici’, antichi e restaurati a mano artigianalmente, in un mercato dove regna ormai l’omologazione di un arredamento etnico spesso anonimo. Nel sito internet di Latitudini Mobili esiste un’esauriente galleria fotografica con immagini per suggerire l'idea della varietà tipologica dei pezzi.

Essenze nei mobili cinesi

Essenze nei mobili cinesi

Quali sono le essenze (cioè i legni) dei mobili cinesi?

La ruota da preghiera in Tibet

La ruota da preghiera in Tibet

Monumentali o tascabili, le ruote da preghiera, anche dette CHOKHOR, sono sempre presenti in ogni occasione di vita in Tibet. Le CHOKHOR sono cilindri cavi imperniati ad un perno da una parte e chiusi da un coperchio removibile all’altro. Al loro interno viene riposta, arrotolata su se stessa, una lunga striscia di carta di riso con mantra di preghiera. I Tibetani credono che ogni giro di ruota corrisponda alla recitazione della preghiera contenuta e che ciò faccia accumulare meriti per la vita futura. Le ruote devono girare in senso orario, così come in senso orario si percorrono i perimetri di templi e monasteri come atto di preghiera.I materiali con cui vengono realizzate le ruote da preghiera sono legno o metalli ed esse hanno sempre incise le sei sillabe sacre “OM MANI PADME HUM”, forse il più noto dei mantra del buddismo tibetano. Sulle ruote di struttura lignea il mantra “OM MANI PADME HUM” è dipinto infinite volte a riempire l’intera superficie mentre su quelle metalliche viene inciso a sbalzo. Le CHOKHOR tibetane possono essere di ogni dimensione. Le più piccole, quelle “tascabili” si vedono ovunque in mano ai tibetani che, ogni volta che possono, le girano diffondendo così nel vento la loro continua preghiera. Esse hanno il cilindro in leghe di metallo, spesso di diversi colori per evidenziare il mantra “OM”, e sono imperniate su corti bastoni molto comodi da tenere in mano. Sono tra gli oggetti devozionali tibetani più conosciuti anche da noi in occidente e si trovano spesso in vendita nei mercatini di oggetti etnici.Le dimensioni poi aumentano ed in Tibet, realmente, se ne possono incontrare di ogni tipo. Molto diffuse sono le ruote di preghiera, alte 40/60 centimetri circa, incardinate grazie a perni di legno a traverse lignee appoggiate ai muri di confine di templi o anche di interi monasteri. Sono tante, tantissime: sono ordinatamente poste in fila una accanto all’altra ed ogni pellegrino che arriva in quel luogo di culto le gira imprimendo loro un movimento in senso orario e percorrendo egli stesso l’intero perimetro sempre in senso orario. Si trovano poi ruote da preghiera imponenti, di straordinaria grandezza, solitamente poste al coperto all’ingresso di monasteri o semplici tempi. La parte cilindrica di queste può essere realizzata in metallo ma anche in legno e allora è decorata con la meravigliosa tavolozza dei pittori tibetani.Nel nostro nuovo outlet ne esponiamo una in tutta la sua bellezza!